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Dacci un taglio

Dacci un taglio

Arriva sempre un momento nel quale senti che devi eliminare una parte di te per andare avanti, per far spazio al nuovo e di conseguenza al sano.

Arriva sempre e, di solito, quando siamo stati male oppure quando siamo nel bel mezzo di un dispiacere che tentiamo di superare.

Arriva per consapevolezza, per autodifesa, a volte senza preavviso ma, in ogni caso, quel momento arriva e sei sicuro che ti farà sicuramente stare meglio anche se dovesse sfociare in una scelta drastica.

La parola chiave è cambiamento.

Ognuno ha il proprio modo di cambiare. Il mio, per esempio, sono “i capelli”: li tratto come fossero cerotti – più in fretta li togli e meno dolore sentirai – e con ciò non intendo dire che mi strappo via i capelli come se non ci fosse un domani ma che, metaforicamente, ogni volta che me li taglio è come se tagliassi via le sofferenze che in quel momento stanno tentando di affossarmi. Così, un nuovo taglio, una nuova acconciatura, oppure ancora un nuovo colore o una nuova lunghezza sono tutte cose che uso per alleggerirmi o per mutare il mio atteggiamento rispetto alla vita.

Proprio poche ore fa avevo i capelli fino le spalle che quasi raggiungevano la schiena. Adesso invece sono lunghi poco più di un centimetro e mi sento libero nel modo più assoluto, da tutta la rabbia, il malessere e la tristezza che provavo in questi giorni.

I capelli assorbono lo sporco, ma io credo che riescano ad assorbire persino l’energia negativa. Per questo stamattina ho deciso di toglierli via tutti, ormai era da troppo tempo che tenevo sulla testa tutte quelle esperienze negative che mi avevano cambiato come persona. Ed è proprio in questi giorni che sentivo fosse giunta l’ora di cambiare quel che avevo in testa, che avrei dovuto farlo nel senso più completo della cosa.

Ho deciso di dare un taglio, sia alla mia vita che ai miei capelli.

 

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