Cadde in strada

Caduto, si è buttato,

sulla strada l’uccellino

ha pigolato piano,

 

nel tuo piccolo palmo

che è più piccolo di lui

ha mosso poco il becco

 

e tu hai pianto

e hai singhiozzato

quando il passero ha tremato.

 

C’ho provato, sperato,

che non fosse investito

e abbiamo sussultato

quando l’auto l’ha sfiorato,

 

vidi nei tuoi occhi

la speranza di una bimba

ancora ignara

della vera guerra

 

e questo mi diede una spinta.

 

L’ho trovato, mi son lanciato,

ho fatto appena in tempo e te l’ho dato,

ora è qui che piange

come te

indietreggiando un po’ nel tempo,

 

ora so che cuore è il tuo

mentre egli torna uovo,

per lo spavento.

 

Ma lacrime che lacrime,

le tue che lacrime,

le ho viste,

erano tenere e impreviste,

cadevano a gocce sulle tue guance

come la pioggia sulle finestre.

 

 

 

di Giuseppe Liccardo

 

photo di Ketty D’Amico

Rispondi

Related Post

La luna dell’alba – parte VI°

LUNEDÌ 11 LUGLIO 2016 – Voglio raccontarti una cosa, voglio rispondere ad una domanda che mi hai fatto tempo fa a cui ho risposto solo in parte.      

15 versi

C’è un gioco che si compie nel ciondolarti al mio collo un’ipnosi o, ancora meglio, un tramonto a dirsi sorriso quando io non ne so fare.   C’è un profumo

Sonetto dell’amore oscuro

Ho paura di sfiorarti, per caso, farti cadere come un ramo si spezza, un mi cantino si sfila dalla paletta e fischia dalla chiave strisciando. Ho paura che tu venga