Pasteggiare

Non piango.

Non rido.

Sono ferma accanto al tempo, sospesa in un silenzio che avanza come deserto.

Giro la testa dall’altra parte per non vedere la piaga, per evitare che la ferita si riapra.

Chiudo gli occhi.

Eppure mi muovo e cammino, ma non guardo veramente: ho precluso alla sofferenza di manifestarsi e così pure alla gioia ho messo un veto.

Un limbo del nulla.
Sono accanto al tempo, lì di fianco.

Spalla a spalla eppure distaccata dalle cose, città e persone, come quando li dividevo tra linee rette per non farle contaminare, pur essendo lo stesso gioco da giocare.

Tenute in spazi chiusi per non far scappare i pensieri, quelli più duri da digerire come un pasto troppo abbondante.

Troppo salato.

Troppo condito.

Al quale non sono riuscita a rinunciare.

 

di Rita Onorati

 

photo di Ketty D’Amico

Rispondi

Related Post

Risveglio

Danzano nel risveglio bagliori di sole a sorgere in lontananza tra gli arbusti, nel calice di un giorno che mi riempie di gioia e mi cammina il tempo in attimi

…you’re still alive…

What’s the story behind the mask? The broken bones, your demilitarized zones and locked tomes inside empty homes the covered mirror, the shards of glass? What’s the story behind your

X-XX-XXXX

Gennaio si svolgeva lungo lo sbadiglio di un gatto nero, e un ‘miao’ luminoso come lava si stagliava contro il muro della cucina. Tutto era arancio e rosa, ed ovunque