Di quale colore era l’inverno?

Dovremmo

dove finisce il mare

urtare l’occasione che s’abissa  tra le onde

dall’alto dei seni

chetare l’irrequietezza.

La certezza disporla in granelle di maiolica

dove resiste il colore dei tuoi occhi

dipingere i gesti sotto la pioggia che cade, mentre intorno dorme il mondo

e coprirci col rumore

di un’estate passata

da sfogliare piano.

Forse un presagio

prenderti per mano

che qui niente ha il permesso di intrecciare le mie dita alle tue

chiudere in una preghiera

la mattina presto quando dici che mi spoglia poesia.

Di quale colore era l’inverno?

Il garbo delle foglie

nella stagione ormai andata

quella passata

dei baci fatti di cielo inamidato

e la paura

di chiamarlo amore.

 

Pagina Facebook Il piacere di pensare

 

di Annamaria Scopa

 

photo di Ketty D’Amico

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