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Dietro la tua siepe

Dietro la tua siepe

«Chiaro»

dicevo

e già non ti guardavo.

Aspettavo fossi tu

a rientrare da bordo campo.

Speravo rifugiassi lo sguardo

nello spazio bianco tra i miei seni distanti,

tra i miei seni affissi allo sterno

– il tuo spazio protetto

tutto diverso da quello che non c’era

e che ora ci separa. –

«Spara»

mi dici

e io premo labbro su labbro

eppure non mi trattengo:

«non siamo altro che un caso

e io di crederci smetto».

«Chiaro»

dici.

Rimani, ma da lontano.

Io non ritratto

ma lo soffro tutto

l’esilio che mi infliggo

e fuori dal tuo conforto

soffro sino al pianto.

Tu lo sai quando è falso

il mio sparo

e quanto.

Sai quando ho bluffato.

Piango

perché spero tu veda ch’io sono

– è vero –

un cattivo diavolo senza quiete

ma potrei essere invece

il chicco di senape

di cui dice il prete

e crescere fedele

dietro la tua siepe.

 

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di Eugenia Nardone

photo di Veronica Carozzi

 

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