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Il concetto di perfezione – parte prima –

Il concetto di perfezione – parte prima –

Partendo dal presupposto che la perfezione in senso assoluto non esiste, né su questa terra né su qualsiasi altro pianeta, perché continuare a perseguirlo?

L’ideale di perfezione risiede in tutti noi. Ci accompagna nel corso della vita come una sorta di sfida con gli altri. Ma non si può essere perfetti a questo mondo, sarebbe impossibile riuscire a raggiungere qualcosa che, tutto sommato, nemmeno Dio era.

Le mille sfaccettature della nostra esistenza sono poesia. Il bello e il brutto compongono i momenti e le esperienze. Il male e il bene fanno lo stesso. Eppure noi ci ostiniamo nella ricerca di questo ideale.

Perché?

Forse perché la vita non ci dà abbastanza e siamo bisognosi di affermazione, di vittoria, di presenza. Vogliamo essere qualcosa o qualcuno, convinti che questo ci renda più forti di altri.

Sbagliato.

Essere non significa forza. Tu puoi essere anche con tutta la debolezza possibile e immaginabile. Puoi diventare qualcuno anche con mille difetti. Puoi affermarti anche se sei malato. Se sei spinto dalla volontà e dalla gioia, o dalla ricerca della felicità, certo sarà un percorso più lungo, ma nulla toglie che prima o poi ciò che desideri arriverà. Altrimenti non avrebbe senso vivere. Senza ideali, senza prospettive, senza pensieri felici, nessuno di noi sarebbe un uomo bensì un’ameba. Se si inizia a scomporre la propria vita cercando di metterla a posto, capendola e comprendendola, ci si ritroverà a prendere consapevolezza di ciò che siamo.

La perfezione non esiste e nemmeno mai esisterà, almeno non negli esseri umani. Noi non siamo fatti per questo. La vita c’è e esiste perché noi dobbiamo combatterla. Ogni singolo giorno è una sfida con il mondo circostante. Ogni giorno è diverso dall’altro. Ogni giorno sei la stessa persona e una persona diversa. Ecco perché non possiamo essere perfetti, se lo fossimo toglieremmo ogni possibilità di superare le nostre paure, il cambiamento, le nuove prospettive.

La perfezione è una ed una sola, e risiede singolarmente, unicamente e diversamente, in ognuno di noi sotto forma di non perfezione: un covo di desideri spesso irraggiungibili che ci aiutano a perseguire la vita. Sono ideali e come tali vanno sempre considerati.

Se inizio a vedere tutto in prospettiva di perfezione mi dimenticherò dei miei veri obiettivi. Questo è stato ciò che ho fatto quando mi sono ammalata di anoressia. Lei rappresentava quell’ideale di perfezione tanto caro alle persone che mi circondavano e che volevano per me il meglio che ci potesse essere. Il meglio non è sicuramente l’anoressia, sono io che ho scelto questa via perché in quel momento mi sembrava la cosa giusta da fare. Dire che oggi mi pento sarebbe stupido e una menzogna bella e buona. Non mi pento di nulla, né di essermi ammalata né delle scelte che ho fatto. Ho seguito dettagliatamente tutto ciò che io stessa mi imponevo di fare, e quando imponi non c’è possibilità di scelta.

O è così o è così lo stesso.

 

LA SECONDA PARTE CONTINUA NEL PROSSIMO NUMERO DI OTTOBRE

 

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testo e foto di Veronica Carozzi

 

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