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La separazione coniugale – (prima parte) – esperienza vissuta

La separazione coniugale – (prima parte) – esperienza vissuta

Il mio viaggio alla scoperta di me è iniziato parecchi anni fa, attraverso un evento che ha segnato un doloroso spartiacque nella mia vita: la separazione coniugale.

Attraverso la mia separazione coniugale ho avuto modo di affrontare dolori antichi, distacchi prematuri infantili, lutti giovanili, e ogni più piccola paura, fragilità, vulnerabilità che la corazza emotiva della mia Luna in Capricorno bambina aveva cristallizzato, congelato per terrore, facendomi sentire proprio come una bimba smarrita.

Un matrimonio è molto di più di ciò che appare, è il luogo di incontro di due Alberi Genealogici, nel matrimonio ognuno ap-porta ciò che conosce in termini di vita familiare, retaggi antichi di coppia, schemi di risposta automatici e, ben presto, tutto ciò emerge nel quotidiano. Dietro al ruolo anagrafico di marito (o moglie) si nasconde la ricerca inconscia e proiettata della madre, del padre, ciò che si vede non risponde a ciò che realmente sta accadendo in quel contesto, l’apparenza non è la sostanza.

Secondo le leggi della Transgenerazionalità, al momento in cui ci si sposa la lealtà familiare verticale verso la propria famiglia d’origine va ridefinita in via orizzontale verso il coniuge e, in linea discendente, verso i propri figli (nei confronti dei quali la lealtà è prioritaria). Ciò non significa ovviamente dimenticarsi delle proprie radici, al contrario significa permettersi una vita di famiglia sana, onorando le proprie radici in libertà, senza dipenderne.

Nei sistemi familiari vige, come sappiamo, un meccanismo interno che, silenziosamente, regola il mantenimento dello status quo, l’Omeostasi, attraverso un assieme di tacite regole inespresse verbalmente che ne sanciscono l’appartenenza. In caso di famiglie particolarmente chiuse e simbiotiche, dove imperano i segreti e le chiusure comunicative, spesso, al fine di operare un cambiamento che sarebbe impossibile dall’interno, viene importato dall’esterno qualcuno che, entrando in famiglia come fidanzato/a di o moglie/marito di, porta valori, necessità, situazioni talmente tanto diverse da creare un terremoto interno e vivere  forme più o meno aperte di ostilità che spesso sfociano nel rifiuto.

Se le lealtà verticali non vengono ridefinite, se cioè la famiglia costruita viene ritenuta una sorta di prolungamento e ampliamento di quella d’origine, ciò che avviene è che i confini tra le due sono indefiniti, si perde l’identità di famiglia, ed il rifiuto che vive uno dei coniugi non è compreso dall’altro che si trova in una situazione di limbo, molto semplicemente perché vive una inconciliabilità interiore tra la famiglia d’origine e quella costruita, e non riesce a tagliare il cordone ombelicale.

 

LA SECONDA PARTE CONTINUA NEL PROSSIMO NUMERO DI OTTOBRE.

 

L’Astrologia Familiare è quindi uno strumento di rappresentazione dei collegamenti che intercorrono tra i membri di uno stesso sistema. L’obiettivo di ciascuno di noi è di individuarsi al suo interno, in Libertà e Rispetto di sé.

Rossana Strika è Counselor Olistico Professional – Professionista disciplinato legge 4/2013 – Iscritto a SIAF Italia n.FR637P-CO.

Cura la rubrica sull’ASTROGENEALOGIA. Per intervenire e sottoporre domande a Rossana Strika si può scrivere una mail alla Redazione chanceedizioni@gmail.com oppure direttamente a lei: rossana.strika@gmail.com.

 

 

di Rossana Strika

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photo di Ketty D’Amico

 

 

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