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Par pu’ lil – parte prima –

Par pu’ lil – parte prima –

Racconto a capitoli

PAR PU’ LIL
– LA COLLINA DEI FUMETTI –

 

“Ogni  Mattina

sulla collina

ogni Mattina

sotto la collina

ogni   Mattina  

ogni   Mattina.”


Aveva sempre visto Par Pu Lil da quando aveva memoria, il salice piangente sopra l’alta vallata del fiume. I suoi amici li aveva conosciuti proprio sotto le fronde di quel salice, tutta la sua vita era stata sotto il salice. Si girò su un lato e si addormentò.


Alta Val Tanaro, Piemonte

3 ottobre 1983

 

Davide aprì gli occhi, se li sfregò, li richiuse, i raggi del sole filtravano tra la fittissima vegetazione.

Erano morti, lui e i suoi compagni, per l’incidente dello scuolabus.

Si guardò dietro, vide gli altri.

C’era una luce irresistibile che emanava il salice piangente sulla collina di Par Pu’ Lil che sembrava chiamare tutti e tutto a sé.

Davide Bosco, Liburno Lupo e Nicoletta ri-nascono in un giorno qualunque in un luogo qualunque di questo strampalato universo.
Più precisamente a Taurasia, piccolo paese tra Nucetto, Ceva e Bagnasco nell’Alta Val Tanaro, provincia di Cuneo, in Piemonte nello stivale chiamato Italia sul pianeta Terra.

E questa è la loro storia.

Una storia vera.

Una storia di alberi, tanti alberi, e di morti in una vallata ormai dimenticata.
Una storia…

 

TAURASIA

Novembre 1994

 

Lentamente, una luce fioca prese il posto dell’oscurità negli occhi di Davide Bosco.

Quasi un mese dopo il compimento dei suoi undici anni, Davide sentiva di voler crescere ancora, già non gli bastavano i suoi undici anni.

Una figura all’esterno stava prendendo lentamente forma dal muro d’acqua e di vapore che si era formato ai bordi della stradicciola rurale di Taurasia.

Nicki, ormai completamente zuppa per la pioggia battente e ansimante dopo la lunga corsa, raggiunse la casa dell’amico che da sempre  andava a trovare e che, con tutta probabilità, ormai considerava quasi sua: casa Bosco.

Buongiorno Nicoletta! Oggi hai finito prima? tuonò  Giuseppe Bosco con la solita bonaria curiosità.

Lui era l’unico in città a chiamarla ancora con il nome datole all’anagrafe ed era forse l’unica persona alla quale lei permetteva di chiamarla ancora così.

Sì, signor Giuseppe, oggi c’era poco da fare in Istituto, ma domani me la faranno sicuramente pagare in qualche modo! Davide è in camera sua? disse la ragazzina con consumata abitudine.

Sì,  è su che si sta ingobbendo sui quei giornalini… fatti dare dei vestiti asciutti e mettigli tu un po’ di sale in zucca, Nicoletta! Non farlo rimbambire completamente con quelle perdite di tempo, è già così fuori dal mondo, che testa… potessi avere una figlia come te! le confidò Giuseppe con una sincerità disarmante.

Nicki percorse il lungo corridoio della casa raggiungendo gocciolante la camera dell’amico.

La porta era socchiusa.

Silenziosamente la aprì verso l’interno.

 

di Davide Tarò

 

 

Cover Artist: Andrea Gatti Art

 

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